Escursione sulle alture di Biassa

Il borgo alle porte delle Cinque Terre è un nodo significativo per gli appassionati di escursionismo: ecco una proposta di un percorso ad anello.

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Biassa, una delle frazioni più antiche della Spezia, è un paese di piccole dimensioni e come la maggior parte dei borghi liguri non ha centro essendo costruito sulle balze del terreno disposte come curve di livello con le case rivolte ad est da cui sorge il sole.
Facilmente raggiungibile usando le corriere di linea con partenza dalla Spezia, oltre a presentare alcune interessanti emergenze architettoniche è un nodo significativo per le escursioni da farsi nel Parco delle Cinque Terre o anche in Val di Vara.

La proposta di un percorso ad anello
Ecco dunque la proposta di un percorso circolare affrontabile come prima metà da Biassa al monte Santa Croce e come chiusura dell’anello dal Santa Croce a Biassa passando per Campiglia e la Palestra nel Verde.
Si parte dal paese di Biassa sul sentiero 4a C.A.I. (in prossimità del Cimitero) imboccando uno sterrato che presto diventa sentiero. Il viottolo passa al di sotto di una cava di arenaria di dimensioni notevoli sfruttata da tempo immemore per costruire case, muretti a secco e gran parte dell’Arsenale della Spezia.
Ora la cava è colonizzata da macchia mediterranea ed elicriso che localmente è chiamato anche canuta o erbo gianco dal suo colore bianco argenteo.
Passato lo scavo si incontra una scalinata in pietra in mezzo ad un bosco di castagni che porta a Sella Gesuela o Gerisola presso cui si svolta a sinistra per raggiungere la cima del monte Santa Croce ( 543 mt.).
Dopo poco ci si imbatte in una sorgente conosciuta come la Buca dei Cinghiali presso cui sono visibili le tracce del loro passaggio che avviene perlopiù in ore crepuscolari.
A breve distanza dalla sorgente si imbocca il sentiero (sempre a sinistra) verso il monte S.Croce che salendo dolcemente si apre fra la macchia mediterranea bassa; a questo punto il percorso si fa particolarmente suggestivo poichè corre su rocce calcaree tra le cui fenditure germogliano le piante. Finalmente si arriva alla cima del monte da cui il panorama è grandioso con la città e i suoi dintorni: si vede dalla Pieve di Marinasco a Monte Marcello, la costa toscana fino dopo Pisa, la diga foranea della Spezia, Lerici, Torre Scuola, un tratto di Val di Magra verso la Cisa, l’Appennino Settentrionale e le Alpi Apuane che fanno da fondale.
Sulla vetta sono inoltre visibili i resti di una batteria per la difesa del Golfo tra cui figurano una garitta per le sentinelle, una cisterna per l’acqua, tre canne di cannone da 105 mm che sparavano a 12 km, una torretta per la direzione di tiro e le sistemazioni per il funzionamento dell’apparato bellico.

Per chi volesse proseguire
Di ritorno dal Santa Croce, in località Sella Gesuela, si riprende il sentiero 4a C.A.I. a sinistra verso Campiglia così da ritrovare i panorami del tratto finale a ponente del Golfo della Spezia con l’isola del Tino cantato da D’ Annunzio che lo vedeva da Forte dei Marmi e da Montale che lo vedeva da Monterosso.
Da Campiglia s’imbocca il sentiero 4b C.A.I. che scende alla fontana di Nozzano costruita cosi com’è da una piccola guarnigione di soldati francesi agli inizi dell’800 durante le guerre napoleoniche. Poco lontano dal manufatto si segnala un boschetto di querce da sughero, una rarità botanica per la nostra provincia.
E’ giunta l’ora di ripartire prendendo il sentiero 4 C.A.I. per Biassa che alterna tratti coperti da vegetazione o scoperti con vedute sulle Cinque Terre lungo il quale s’incontra anche il Menhir del Diavolo che si erge di fronte alla posa grande. Arrivati alla chiesetta di S. Antonio, dove è presente un punto ristoro, il sentiero 4 gira a destra e dopo poco eccoci nuovamente a Biassa dove è cominciata l’ escursione.

Avvertenza
I viottoli delle Cinque Terre sono sentieri di montagna a tutti gli effetti da affrontare con attrezzatura idonea e spirito adeguato; esistono in commercio cartografie della zona nonché pubblicazioni del Parco Nazionale delle Cinque Terre con informazioni esaustive su sentieri, storia e quanto può interessare questo lembo di territorio situato nella parte più settentrionale del Mediterraneo.

Adriano Vivaldi
18.2.08


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