Il reportage “Mare e monti” del National Geographic Italia - presentato a Riomaggiore sabato 4 aprile e dedicato alle Cinque Terre nel numero di aprile - è stato occasione per parlare della salvaguardia dell’ambiente e della cultura dei piccoli territori.
 Centoventi anni di vita, 31 edizioni nel mondo scritte in 28 lingue diverse. Questo è il National Geographic - storico magazine di viaggi, natura e scienze – che, nel numero di aprile, ha dedicato dieci pagine al racconto, tra immagini e testi, dell’anima più autentica delle Cinque Terre. E proprio la salvaguardia dell’autenticità locale, come volano per uno sviluppo turistico intelligente, sottolineato da Guglielmo Pepe, Direttore del National Geographic Italia, è stato uno dei temi attorno a cui ha preso forma una vivace tavola rotonda animata dagli interventi di Alfonso Pecoraro Scanio, già Ministro dell’Ambiente; Franco Iseppi e Fabrizio Galeotti, rispettivamente Vice presidente e Direttore generale del Touring Club Italiano e Alessandro Gandolfi, giornalista e fotografo autore del servizio della rivista. Presenti all’incontro anche Lino Gogioso, Sindaco di Riomaggiore e Adriano Agnati, Presidente dell’Unione Ristoranti del Buon Ricordo. «Il reportage di Alessandro Gandolfi – ha sottolineato il Direttore Guglielmo Pepe - è stato volutamente inserito in Ambiente Italia, una sezione dove denunciamo le brutture e celebriamo le eccellenze del nostro Paese, come le Cinque Terre, affinché diventino esempio e stimolo per altre realtà.» « La speranza è di aver in qualche modo contribuito – ha aggiunto Pepe – alla difesa di quest’isola di qualità ambientale e paesaggistica.» La filosofia, abbracciata in questi anni dall’Ente Parco, è infatti quella di rilanciare un tipo di economia turistica che, coerente con la vocazione storica dell’area, si basa su recupero agricolo e vitivinicolo, piccole realtà produttive, enogastronomia locale e un’offerta per il tempo libero a contatto con la natura. Un tipo di orizzonte verso cui tendere per assicurare lo sviluppo futuro di una realtà caratterizzata da un elevato standard di qualità della vita e scongiurare, come ha sottolineato il presidente Franco Bonanini, l’invasione dei grandi colossi economici che nulla hanno a che vedere con l’identità di questi luoghi. In questo senso, Alfonso Pecoraro Scanio, ha definito il Parco Cinque Terre, all’avanguardia, in uno scenario mondiale afflitto dalla crisi economica ed energetica: «filiera corta, biologico, mobilità sostenibile, gestione integrata delle risorse rinnovabili, sono gli elementi chiave di una vera impresa che non depauperizza il territorio perché parte dal basso, dalle radici culturali del territorio.» Insomma un luogo speciale che, come emerso durante l’incontro, può essere preso a modello da altre piccole realtà di pregio del nostro paese: « le Cinque Terre – ha detto il Vicepresidente del Touring Club Italiano, Franco Iseppi - sono un baluardo di saperi locali, dove gli estremi non esistono, dove il marinaio è montanaro, dove la contrapposizione tra locale e globale si azzera, con l’80% di presenze straniere. Un modello turistico vincente nella sua semplicità, nel suo valorizzare l’identità e la diversità, che il Touring Club Italiano, forte dei suoi 400.000 associati, ha intenzione di abbracciare.» Silvia Paolillo - Marzia Vivaldi 6 aprile 2009
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